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Juve, l’Europa resta una montagna russa: col Rennes è solo 2-2. Spettacolo e rimpianti allo Stadium

Vantaggio fulmineo di Celik, poi la ribaltata dei francesi e il rigore del pari firmato Woltemade. Annullato al 90′ il gol vittoria di Lucumí. La Vecchia Signora sale a 7 punti, ma in casa serviva un altro passo.

Un’altra notte europea dai due volti per la Juventus di Luciano Spalletti. All’Allianz Stadium non basta un avvio sprint per piegare la resistenza del Rennes: finisce 2-2 al termine di una gara tesa, spettacolare e ricca di colpi di scena, che lascia in dote un punto utile per smuovere la classifica della League Phase di Europa League (i bianconeri salgono a quota 7 punti), ma che aumenta l’amaro in bocca per le occasioni sprecate. Se alla vigilia il pronostico vedeva la Signora favorita d’obbligo, come testimoniato anche dalle quote delle scommesse sportive online alla luce delle prime due vittorie europee, il campo ha raccontato una storia ben diversa, fatta di disattenzioni difensive e una fiammata d’orgoglio nella ripresa.

Per i ragazzi di Spalletti è una frenata che interrompe la striscia di successi europei e mette in evidenza tanto la verve offensiva della Juve quanto le sue paurose amnesie difensive.

La partita: Celik la sblocca, il Rennes ribalta, Woltemade salva la notte

L’avvio di gara sembra il preludio a una serata trionfale. Dopo appena 5 minuti, un’illuminante verticalizzazione di Nick Woltemade pesca Zeki Celik, impeccabile nel trafiggere Samba in uscita per l’1-0 bianconero. Ma la reazione del Rennes non si fa attendere: al 15′ Al-Taamari sfrutta un’incursione di Reynolds per firmare il pari di testa. La Juve accusa il colpo, soffre le ripartenze dei bretoni e sfiora il raddoppio solo con McKennie (destro respinto e palo sulla ribattuta). Nel finale di tempo, un ingenuo fallo di mano in area di Douglas Luiz regala il rigore ai francesi, trasformato al 43′ da Boulaye Dia per l’1-2 che gela lo Stadium.

Nella ripresa Spalletti ridisegna la squadra (dentro Kalulu per Celik, poi Nico Gonzalez per Gatti) e la Juve alza il baricentro. Al 67′ arriva l’episodio chiave: fallo di mano di Reynolds nella propria area e calcio di rigore per la Signora. Dal dischetto si presenta Nick Woltemade, freddissimo nel battere Samba per il 2-2. Nel finale è un monologo bianconero: al 90′ l’Allianz Stadium esplode per la zampata vincente di Lucumí, ma la gioia dura pochissimo perché il VAR cancella la rete per una posizione di fuorigioco attivo, fissando il risultato sul definitivo pari.

Le pagelle del campo: la certezza Woltemade e le amnesie difensive

  • Nick Woltemade (Voto 7,5 – Il migliore). Ormai una certezza di questo avvio di coppa. Assist al bacio per Celik, freddezza glaciale dal dischetto per il pari e costante lavoro di sponda per la squadra. Imprescindibile.
  • Zeki Celik (Voto 6,5). Ha il merito di sbloccare subito la partita con un inserimento da attaccante di razza. Esce all’intervallo per un ritocco tattico, ma la sua prova resta ampiamente positiva.
  • Jhon Lucumí (Voto 6,5). Entra nel finale per dare peso e centimetri sui calci piazzati. Segna quello che sembra il gol vittoria, ma il VAR annulla tutto per fuorigioco. Un impatto immediato, anche se senza il lieto fine.
  • Douglas Luiz (Voto 5). Serata storta per il centrocampista brasiliano. Lenti i tempi di giocata a metà campo e pesantissimo l’errore che causa il rigore dell’1-2 francese. Deve ancora ritrovare la condizione migliore.
  • Randal Kolo Muani (Voto 5). Un’altra prestazione impalpabile per l’attaccante francese. Pochi palloni giocabili, poca incisività nell’uno contro uno e mai realmente pericoloso dalle parti di Samba.

Il cammino europeo continua

Nonostante la vittoria sfumata all’ultimo respiro, la Juventus sale a quota 7 punti in 3 gare e resta agganciata alle posizioni di vertice della League Phase. Il pareggio contro il Rennes lascia però qualche rimpianto e conferma che, per ambire a un ruolo da protagonista in Europa, non bastano le fiammate offensive: servono anche maggiore solidità difensiva e continuità nell’arco dei 90 minuti. Domenica i bianconeri tornano in campo in campionato con l’obiettivo di ripartire subito, mentre Spalletti, almeno per il momento, non è in dubbio alla guida della squadra.