Mondiali 2030 a 64 squadre: cambia il calcio globale
La FIFA continua a lavorare all’ipotesi di un Mondiale a 64 Nazionali, una riforma che potrebbe diventare realtà già nell’edizione del 2030 organizzata da Spagna, Portogallo e Marocco. Dopo l’allargamento a 48 squadre previsto per il torneo del 2026, i vertici del calcio internazionale vogliono rendere la Coppa del Mondo ancora più inclusiva, aumentando la presenza di federazioni emergenti e ampliando il peso globale della competizione.
L’impatto di questa trasformazione si riflette già sulle valutazioni relative all’attuale edizione del 2026, considerata il primo vero test del nuovo modello. In questo scenario le quote vincente mondiali mostrano un equilibrio molto più ampio rispetto al passato: Spagna (5.50) e Francia (6.00) guidano le previsioni grazie alla profondità delle rispettive rose, mentre Brasile (8.00), Inghilterra (8.50), Argentina (10.00) e Portogallo (10.00) restano tra le Nazionali più accreditate. Più indietro Germania (15.00), Olanda (20.00), Norvegia (35.00) e Belgio (40.00), ma con un torneo così esteso anche il livello di imprevedibilità potrebbe crescere sensibilmente.
La FIFA considera proprio il Mondiale nordamericano del 2026, che si giocherà in numerosissimi impianti, come il banco di prova decisivo per capire se il sistema potrà sostenere un ulteriore ampliamento. L’ingresso di nuove selezioni provenienti da Africa, Asia e Caraibi offrirà infatti un quadro più realistico sul valore competitivo delle Nazionali emergenti. Per questo motivo l’eventuale passaggio a 64 squadre non viene più visto come una semplice ipotesi politica, ma come un progetto concreto destinato a ridefinire gli equilibri del calcio internazionale.
Un cambiamento di queste dimensioni avrebbe inevitabili conseguenze anche sui format di qualificazione. La UEFA starebbe già valutando un modello più vicino alla Champions League per le future campagne europee, mentre le altre Confederazioni dovrebbero redistribuire posti e calendari. Restano però forti dubbi legati ai carichi di lavoro dei calciatori e alla gestione di una stagione sempre più affollata tra impegni con club e Nazionali.
Nonostante le criticità, la direzione intrapresa appare chiara. La FIFA punta a trasformare il Mondiale in un evento sempre più universale, capace di coinvolgere un numero record di Paesi e tifosi. La decisione definitiva arriverà soltanto dopo il torneo del 2026, ma il dibattito è già aperto e potrebbe portare alla più grande rivoluzione nella storia della competizione.
